Impianto elettrico a norma in affitto. Obbligatorio o no?!

Impianti elettrici: se affitto (o vendo) un appartamento, devo avere il certificato di conformità che attesta che l’impianto è a norma?

Quando si vende o si affitta un appartamento è opportuno, se si vuol evitare successive contestazioni da parte dell’acquirente o dell’inquilino, produrre, all’atto della firma del contratto, i certificati di conformità dell’impianto elettrico. Difatti, chi possiede un appartamento privo di tale attestazione deve procurarsela ed è chiaro che il relativo costo può essere imputato al precedente proprietario dell’immobile che ha celato il difetto.

Tuttavia, il fatto che manchi la certificazione energetica non rende il contratto nullo, ma dà solo diritto all’acquirente a chiedere – eventualmente ricorrendo al giudice – una riduzione del prezzo già corrisposto o ancora da versare.

Affinché l’impianto elettrico sia a norma deve possedere la cosiddetta presa di terra e l’installazione del salvavita. L’attestazione viene rilasciata da una ditta specializzata. Per la vostra sicurezza, non fidatevi di quelle aziende che consegnato il certificato di conformità senza aver ispezionato l’immobile: un buon impianto elettrico può salvare la vita di chi vi abita in più di una situazione.

L’attestato di conformità dell’impianto in caso di affitto/vendita di immobile

È opportuno che l’attestazione di regolarità dell’impianto elettrico sia resa disponibile nella fase delle trattative ai potenziali acquirenti o inquilini dell’appartamento. Diversamente si può configurare quella che la giurisprudenza chiama responsabilità precontrattuale, la quale, in questo caso, non dà diritto a svincolarsi dal contratto (cosiddetta risoluzione), ma solo a una parziale restituzione del prezzo di vendita o di affitto, nei limiti ovviamente del costo sopportato dall’acquirente o dal conduttore per procurarsi, a proprie spese, il certificato stesso.

Peraltro, il venditore o il locatore che abbia taciuto sul fatto che gli impianti non sono a norma è personalmente responsabile per eventuali danni a cose o a persone derivanti da corti circuiti o da altri imprevisti conseguenti al malfunzionamento dell’impianto elettrico. Secondo la Cassazione, nel caso di affitto, eventuali danni derivati a terzi da un impianto elettrico non a norma (ad esempio all’idraulico intervenuto per riparare lo scaldabagno) rendono responsabili sia il locatore che il conduttore in solido.

Dunque, in caso di vendita o di affitto di un appartamento, il proprietario deve fornire l’immobile con impianti a norma, altrimenti è responsabile sia per l’inadempimento contrattuale (per aver dato un bene di valore inferiore rispetto a quello promesso) sia per eventuali lesioni provocate dall’impianto non funzionante. Ma attenzione: egli può esonerarsi da ogni obbligo e responsabilità se specifica, nel contratto stesso di vendita o di affitto, che è a carico dell’acquirente o dell’inquilino l’adeguamento dell’impianto.

In sintesi, alla firma del contratto di affitto il padrone di casa e l’inquilino non sono obbligati a dichiarare la conformità o la “non conformità” degli impianti elettrici e il certificato non va obbligatoriamente allegato. Ma è buona regola farlo per evitare possibili contestazioni.